lunedì 7 settembre 2020

Allenare la Consapevolezza della Mente

 
L'addestramento mentale è costituito di due aspetti principali su cui operare.
 
Il primo aspetto è di tipo inclusivo. E' l'osservazione consapevole degli elementi presenti nel campo mentale.
Il secondo aspetto è di tipo esclusivo. E' l'attenzione concentrata ad uno specifico oggetto nel campo mentale.

Esistono 6 "portali" su cui operare. Uno per ogni canale sensoriale (vista, udito, olfatto, gusto e tatto, le percezioni esteriori), più uno per il pensiero, per la mente più astratta, le percezioni interiori.

L'osservazione consapevole permette di creare un distacco, uno spazio, tra osservatore e ciò che viene osservato. E' un'operazione a sciogliere (il solve degli alchimisti).
E la prima cosa da sciogliere è il legame con i pensieri, l'identificazione con il pensiero, con cui noi siamo già più o meno in stato di aggregazione.

Questi pensieri sono come una programmazione che ci ricorda costantemente chi dobbiamo essere, cosa dobbiamo fare, cosa dobbiamo provare... Il primo passo consiste nello spezzare queste catene, nel liberarsi da questa prigione mentale.
Come si fa a sciogliere il legame? 
 
Osservando  i pensieri, osservandoli e comprendendo con l'esperienza pratica che noi ed il pensiero siamo due cose ben diverse.
All'inizio non sarà semplice, perchè siamo troppo assuefatti, abituati all'idea di essere una cosa sola con i nostri pensieri, ma piano piano la porta verrà scardinata. Con pazienza, tanta pazienza e determinazione.

Osservando i pensieri non dobbiamo "toccarli", altrimenti per loro natura entreranno immediatamente in contatto intimo con la nostra coscienza. Dobbiamo osservarne le caratteristiche.
Quali sono le sue modalità? E' un immagine? E' un suono? E' una sensazione? E' astratto?
Quali sono le sue sottomodalità? E' un'immagine luminosa? Scura? Da che parte arriva?

In questo modo cominciamo a conoscere la mente, come funziona, come si creano le emozioni, i comportamenti, le abitudini...

Con la pratica si sviluppano 3 fasi.
1. Ci si rende conto della separazione tra osservatore ed osservato. Io non sono i miei pensieri, i pensieri non sono me.
2. I pensieri sembrano arrivare da molto lontano e si percepiscono prima della fusione con il corpo mentale
3. L'accumulo di quiete permette di creare una barriera che ci isola dai pensieri e ci permette di decidere quali pensieri possono accedere alla coscienza e quali pensieri non devono entrare.  In questo modo si possono "scollegare" abitudini e dipendenze e sviluppare virtù e qualità spirituali.
 
Bisogna praticare, comprenderlo intellettualmente non è sufficiente, bisogna sentirlo, bisogna sperimentarlo direttamente per vederne gli effetti.
Attenzione. La comprensione intellettuale è una trappola, non è sufficiente, bisogna andare avanti, non è quella la meta.

Quanto praticare? Il più possibile. L'ideale è almeno due ore al giorno in due tranches da un'ora.
Io consiglio di fare mini-sessioni a ripetizione, partendo anche solo con 2 minuti ed aumentando di 1 minuto alla volta, coltivando la sensazione di successo ed una mente stabile.

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