lunedì 6 maggio 2019

Breve Commentario alla Tavola di Smeraldo

La Tavola di Smeraldo è un testo tradotto dall'arabo al latino nel XIII secolo che secondo la tradizione fu scritto da Ermete Trismegisto, il dio Thoth degli Egizi.
E' un ottimo testo su cui meditare, soprattutto a piccole dosi, una frase alla volta. Di seguito il mio breve commentario, che sicuramente non è del calibro di quelli di Jesboama o Martin Faulks (The Emerald Tablet - A Commentary on the Path of the True Adept by Martin Faulks), ma spero che nel suo piccolo possa dare qualche input a chi lo legge.

1. Verum, sine mendacio certum et verissimum
E’ vero, è vero senza errore, è certo e verissimo.
  • E' vero. Punto. Dice il buon Ermete Trismegisto.
    E' vero 3 volte... vero per quanto riguarda il piano mentale, vero per quanto riguarda il piano astrale e vero per quanto riguarda il mondo fisico. Ciò che è riportato in seguito è quindi una Verità Universale.
2. Quod est inferius, est sicut quod est superius, et quod est superius, est sicut quod est inferius: ad perpetranda miracula Rei Unius.
Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per fare il miracolo di una Cosa Unica.
  • Tutto ciò che esiste è fatto della medesima sostanza, anche se prende gradi di densificazione e manifestazione differenti. Il mondo che vediamo è il riflesso del mondo mentale, l'esterno è riflesso dell'interno. Se operiamo su uno, operiamo sull'altro.
    Con la mente possiamo influire sul piano fisico, operando sul fisico possiamo influire sulla mente. Non sono entità separate.
3. Et sicut omnes res fuerunt ab Uno, mediatione unius; sic omnes res natae fuerunt ab hac Una Re, adaptatione.
Come tutte le cose sono sempre state e venute da Uno, così tutte le cose sono nate per adattamento di questa Cosa Unica.
  • Così dato che tutte le cose derivano per differenziazione dall'Uno, non possono essere che costituite della medesima sostanza dell'Uno, per adattamento alle diverse condizioni.
4. Pater eius est sol, mater eius luna; portavit illud ventus in ventre suo: nutrix eius terra est.
Pater omnis telesmi totius mundi est hic.
Vis eius integra est, si versa fuerit in terram.
Il Sole ne è il padre, la Luna ne è la madre, il Vento l’ha portato nel suo ventre, la Terra è la sua nutrice. Il padre di tutto, il Telesma di tutto il mondo è qui; la sua potenza è illimitata se vien convertita in terra.
  • La Materia Prima, l'Etere, comincia a differenziarsi, nel Fuoco (il Sole), ed immediatamente per polarizzazione viene a formarsi l'Acqua (la Luna). Tra queste due polarità per intermediazione si crea flusso e movimento, l'elemento Aria, qui rappresentato nella sua forma mobile di Vento. Ma è nella Terra che permette di creare l'esperienza e la maturazione, perchè è solo attraverso il mondo fisico che  l'illuminazione è possibile. Solo qui tutti i livelli di coscienza possono essere portati in un'unica forza.
5. Separabis terram ab igne, subtile a spisso, suaviter cum magno ingenio. Ascendit a terra in coelum, iterumque descendit in terram, et recipit vim superiorum et inferiorum.
Tu separerai la Terra dal Fuoco il sottile dallo spesso, dolcemente con grande industria. Ei rimonta dalla Terra al Cielo, subito ridiscende in Terra, e raccoglie la forza delle cose superiori ed inferiori.
  • Separare Fuoco e Terra, il sottile dallo spesso, significa innanzitutto imparare a conoscere le diverse caratteristiche degli Elementi e poi separarli e riunirli.
    Significa anche ripulire la propria anima da ogni pregiudizio e vizio, attraverso l'acquisizione del controllo sulle proprie passioni, significa lavorare con l'energia vitale e con la forza di volontà al fine di perfezionare lo spirito.
    Mente, Anima e Corpo sono unite, in una cosa sola, ma operativamente, impariamo a separarle, ad operare con ognuna nel modo specifico e poi ci muoviamo da una all'altra in modo da svilupparle in armonia secondo la loro potenzialità.
6. Sic habebis gloriam totius mundi. Ideo fugiat a te omnis obscuritas. Hic est totius fortitudinis fortitudo fortis; quia vincet omnem rem subtilem, omnemque solidam penetrabit.
Tu avrai con questo mezzo tutta la gloria del Mondo, epperciò ogni oscurità andrà lungi da te. E’ la forza forte di ogni forza, perchè vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida.
  • Operando in questo modo acquisirai la forza più potente dell'Universo ed ogni oscurità, cioè impotenza, indecisione ed errore fuggirà da te. Nulla ti sarà precluso perchè l'Etere è la Causa Prima di ogni cosa.
    La Gloria del Mondo è anche il Corpo di Gloria, il corpo fisico ignificato, reso divino, il nero Saturno che risplende della luce del Sole.
7. Sic mundus creatus est.
E’ in questo modo che il Mondo fu creato.
  • L'uomo può diventare creatore di una forma più alta di se stesso, demiurgo del proprio microcosmo, se ripete analogamente gli stessi atti che Dio operò sul caos primordiale. Dall'Etere è stato creato il mondo.
8. Hinc erunt adaptationes mirabiles, quarum modus hic est.
Da questa sorgente usciranno innumerevoli adattamenti, il cui mezzo si trova qui indicato.
  • Con questo processo è stato creato tutto ciò che esiste ed ogni cosa è solo una modificazione di un principio pre-esistente. I cosiddetti "miracoli" altro non sono che l'applicazione di queste "Leggi", per la formazione di questi "adattamenti"
9. Itaque vocatus sum Hermes Trismegistus, habens tres partes philosophiæ totius mundi.
E’ per questo motivo che io venni chiamato Ermete Trismegisto, perchè possiedo le tre parti della filosofia del Mondo.
  • Ermete è chiamato Trismegisto, Tre volte Grande per la conoscenza che gli permette di agire in tutti i 3 mondi: mentale, astrale e fisico, perchè possiede la Filosofia del Mondo che è essenzialmente la Scienza delle Cause e degli Effetti.
10. Completum est quod dixi de operatione solis.
Ciò che ho detto dell’Operazione del Sole è perfetto e completo.
  • Con questo Ermete afferma di aver detto tutto, di non aver tralasciato nulla e di non aver altro da aggiungere. Chi ha orecchi per intendere, intenda.

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