martedì 5 marzo 2019

Continuità dell'Attenzione Senza Interruzione in Meditazione

Se dovessi consigliare un maestro di meditazione a cui fare riferimento, il suo nome sarebbe sicuramente John Yates Culadasa, autore del libro The Mind Illuminated, un praticante di lungo corso di Buddhismo Theravada che ha lavorato come neuroscienziato.

Il suo libro è in assoluto il più chiaro e diretto insegnamento che ho mai trovato sull'argomento.
Sono anche appassionato di metodo Silva, ma per quanto riguarda il raggiungimento di stati profondi (o elevati, dipende dal punto di vista), il migliore è Culadasa.

Qui sotto posto anche un video di una sua sessione di agosto 2009. L'audio è pessimo, ma intendo riassumere il contenuto nelle righe seguenti.

Quando cominciamo a meditare, e siamo ad un livello di principiante, il nostro addestramento mentale verso l'attenzione continua passa attraverso due fasi.

La prima è quella della distrazione. La mente vaga alla ricerca di cose più interessanti e passa di pensiero in piensiero e prima che ce ne accorgiamo la nostra sessione è quasi andata.

La seconda è quella che avviene con brevi periodi di dimenticanza, che via via si abbreviano sempre di più.

La peggior cosa che possiamo fare è giudicare la qualità della nostra sessione.
La meditazione non è un qualcosa che si fa.
La meditazione è un apprendimento lento, un addestramento graduale della mente.
Un po' come quando si impara a suonare uno strumento musicale o a dipingere. Ci vuole tempo. Ci vuole pratica. Ci vuole continuità.
Non si impara così, dall'oggi al domani.

Dobbiamo quindi evitare gli stati negativi e fare in modo che quando si medita si permittano solo stati di pace, tranquillità, benessere, felicità e rilassamento. La sessione di meditazione deve diventare un momento speciale per noi stessi.

Nessun commento:

Posta un commento