giovedì 1 giugno 2017

Tre Motivi per Praticare la Tecnica del Controllo del Pensiero

Le tecniche mentali del Primo Livello, dell'Iniziazione Ermetica di Franz Bardon, cominciano con il Controllo del Pensiero.

Si assume una posizione comoda e ci si rilassa fisicamente e mentalmente. Quindi si cominciano ad osservare i pensieri in modo distaccato.

Questa tecnica è spesso del tutto sottovalutata e rapidamente soppiantata dalle successiva non appena si raggiungono i 10 minuti di controllo.
Ma l'obiettivo non è raggiungere i 10 minuti una volta. L'obiettivo semmai è avere sempre un controllo sul flusso dei pensieri per almeno 10 minuti.

Per quale motivo si comincia con questa pratica e per quale motivo ci si deve allenare con questo esercizio all'apparenza così banale?

1. Imparare ad Osservare i Pensieri senza perdersi nel flusso.

La nostra capacità di concentrazione è molto bassa, spostiamo rapidamente la nostra attenzione da un argomento all'altro, da un pensiero all'altro... senza alcun controllo. 

Pensiamo e proviamo emozioni in modo reattivo, senza mai comprendere esattamente come funzionano la nostra mente ed il nostro stato emotivo.
E' molto interessante ed istruttivo osservare i propri pensieri e magari anche scriverli dopo la sessione dei 10 minuti. Io dopo ogni sessione scrivo tutti i pensieri sul mio diario di pratica.
E trovo molto interessante osservare come cambiano e che caratteristiche hanno.

2. Sperimentare direttamente che noi ed i pensieri non siamo la stessa cosa. Noi non siamo i nostri pensieri.
I pensieri non rispondono molto bene ai nostri desideri. Hanno vita propria, sono richiamati da eventi casuali, fortuiti o appaiono dal nulla, spesso alimentati dallo stato emotivo e/o fisico del momento.
Senza addestramento abbiamo un controllo minimo, non rispondono affatto alla nostra volontà ed ai nostri desideri e se ci sforziamo di bloccarli non vi riusciamo.
Noi non siamo i nostri pensieri, ma possiamo imparare a controllarli con la pratica.

3. Acquisire il pieno Controllo su ciò che noi Pensiamo e quindi su come ci sentiamo, su come agiamo e quindi sui risultati del nostro operato.Una volta che abbiamo osservato i pensieri, che ci siamo resi conto che sono separati da chi noi siamo, dalla nostra identità, che noi non siamo loro e loro non sono noi, allora possiamo cominciare a controllarli. 

E controllandoli possiamo cambiare il nostro mondo interiore, il nostro stato d'animo... e cambiando il mondo interiore, possiamo cambiare anche il mondo esteriore.

Pertanto il mio consiglio è di non sottovalutare questa pratica. Su di essa si fondano tutte le successive. Fondamenta traballanti non permettono di costruire un solido Tempio per lo Spirito.

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