Reiki senza miti

In questo articolo vorrei parlare semplicemente del Reiki, senza mitologie, attivazioni, senza livelli e senza business.

Nel 1922 il monaco giapponese Mikao Usui sviluppò un metodo di guarigione con la bioenergia che ora viene chiamato Reiki e si è diffuso in tutto il mondo. Attualmente esistono oltre 400 tipologie di Reiki, variazioni di ogni tipo, dall'Angel Reiki al Kundalini Reiki... la maggior parte di questi stili sono totalmente inventati a scopo di business o per ottenere popolarità.

Ma torniamo a Usui. Si dice che dopo un periodo di 21 giorni presso il Monte Kurama comprese l'esistenza di un'energia vitale universale, di un immenso campo unificato che tutto permea.
Chiamò questa energia Rei-ki dove Rei sta per universale e ki per energia.
Nello stesso anno sistematizzò le sue conoscenze in un sistema di livelli, prima copiato da quello del Judo e poi modificato più volte.

Attualmente la versione più conosciuta comprende 2 livelli + un livello per diventare Master e insegnare agli altri.

Fu negli anni 70 che Hawayo Takata portò il Reiki Usui in occidente e da buona americana fu la prima a introdurre il business nell'insegnamento del Reiki, tutti i livelli andavano pagati, fino a 10.000 $ per il Master.

Il suo metodo si modificò rispetto all'originale per essere meglio adattato alla mentalità occidentale.

Nei corsi di Reiki si segue un rituale di attivazione e vengono insegnati alcuni simboli "segreti".
I primi due simboli sono per la guarigione fisica/emotiva.
Il terzo simbolo è usato per la guarigione a distanza.
Il quarto simbolo è il simbolo della luce che tutto permea

La cosa più importante come sempre è il pensiero focalizzato che mette in moto la bioenergia, la quale è un tramite diretto della manifestazione fisica. 

I simboli aiutano la concentrazione, in realtà servono a poco, se non a creare un "ponte" con l'inconscio che li recepisce come mistici, tradizionali, potenti e gli conferisce valore.
Il Reiki non ha nulla di speciale. Tu sei speciale. Ma ancora non lo sai.