Lo scoiattolo nel bosco

Marcus aveva scelto di lasciarsi alle spalle la sua vita familiare, il suo lavoro, il suo villaggio, tutte le cose a cui era abituato e che lo accompagnavano da sempre. Aveva deciso di seguire uno straniero in un viaggio sconosciuto. Il rischio era grande. Le possibilità di un inganno o di un tradimento erano immense. Ma questa era la sua scelta.

I due viandanti iniziarono il loro lungo cammino e per tutto il giorno, lo straniero rimase in silenzio, senza neppure rispondere alle domande del giovane Marcus. Semplicemente portava un dito alla bocca per indicare "silenzio".
Cammina e cammina, la sera si fermarono presso la radura in bosco e si accamparono sotto un'altissima quercia. In verità Marcus aveva un po' di paura... perchè lo straniero non parlava? Lo voleva forse uccidere e derubare? Perchè si erano fermati di notte in un bosco?

Mentre era assorto nei suoi pensieri uno scoiattolo marrone si fermò sospettoso davanti ai due viandanti fissandoli per alcuni secondi per poi allontanarsi per i fatti suoi.

Marcus mise la lingua contro il labbro superiore della bocca e aspirando l'aria a scatti, emise un suono acuto. Lo scoiattolo si girò immediatamente e ritornò verso i due viandanti come se fosse vittima di un incanto.
Richiamare gli scioiattoli con un fischio era un vecchio trucco che si tramandava la famiglia dei taglialegna in cui era nato Marcus.

Lo straniero sorrise ed interruppe il suo lungo silenzio: "Conoscere il linguaggio degli animali e degli alberi è una delle competenze che devi possedere"
Marcus rispose a questa assurdità dicendo: "Mi stai dicendo che tu parli con gli alberi? Chissà che cosa ci potrebbe raccontare questa vecchia quercia!". E si mise a ridere. Una risata che mostrava tutta la sua inquietudine.

Lo straniero rimase un attimo in silenzio, come a trovare le parole giuste... ed iniziò dicendo, con enfasi e grande calma: "Io parlo con gli alberi e loro mi rispondono. Condividono con me sogni, segreti e visioni. Non sono privi di emozioni."

Lo straniero poi prese un pezzo di pane e formaggio dalla sua bisaccia e li porse a Marcus, insieme ad un po' di carne secca, mandorle ed uvetta.
E gli disse: "Mi chiamo Hirah, come il nome di un guerriero di un antico racconto".
"Piacere, Marcus il taglialegna, Horus Occhio di Falco, per gli amici".

Marcus era pieno di domande e voleva sapere molte cose, ma Hirah gli disse che era tardi ed era meglio dormire. E così su un mucchio di foglie caddero entrambi profondamente addormentati, sotto la chioma avvolgente della grande quercia.

Durante la notte Marcus ebbe dei brutti sogni relativi alla sua famiglia che aveva lasciato per questo lungo viaggio senza una meta ben precisa, piena di pericoli, dubbi e misteri... con un compagno di viaggio che quasi non parlava... Ma ora Marcus doveva andare avanti.

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