sabato 18 giugno 2011

Il Libro Perduto di Enki

Il Libro Perduto di Enki è un racconto epico di dei e uomini che si svolge parallelamente alla Bibbia e che mette in discussione molte delle nostre certezze sul passato e sul futuro.

Zecharia Sitchin
scrisse differenti testi traducendo tavolette relative all'epoca dei sumeri e scoprì che la mitologia sumera faceva riferimento alla creazione dell'uomo da parte di Enki (abbiamo visto che En = Signore e Ki = Terra).
Enki viene chiamato anche Ea (E = casa A = acqua).
Ea viene rappresentato nell'atto di rovesciare l'acqua e pertanto possiamo paragonarlo alla figura dell'Acquario. L'acqua da sempre è simbolo di energia vitale.
Secondo Sitchin Enki venne dal Cielo (Anu) con i suoi uomini (Anunnaki = Venuti dal Cielo sulla Terra) inizialmente per estrarre l'oro da portare sul pianeta di origine chiamato Nibiru (Pianeta dell'Attraversamento).
Per questo venne creato l'uomo. Per essere un buon operaio, addetto alla fatica nelle miniere terrestri. Attraverso una manipolazione genetica venne innestato DNA dei Nibiruani in quello degli ominidi terrestri.
Ci furono poi vari scontri tra i Nibiruani circa il destino dell'uomo e pare che Enki ne abbia preso le difese, mentre l'altra fazione era interessata solo allo sfruttamento ed al dominio del genere umano.

La Bibbia ebraica ha preso vari spunti dai testi più antichi, tra cui quelli sumeri ed egizi.

1. Dio crea l'uomo a sua immagine e somiglianza.
I Nibiruani migliorano la genetica degli ominidi terrestri tramite l'innesto di loro DNA permettendo un balzo evolutivo notevole. Si tratterebbe quindi di una vera e propria creazione, più che di evoluzione naturale.

2. Dio manda il diluvio per distruggere l'uomo.
I Nibiruani meditano l'annientamento degli uomini quando questi non sono più utili, oppure sono diventati pericolosi. La Bibbia narra il racconto di Noè salvato dalle acque. I sumeri raccontano di Enki che salvò il genere umano.

Ma se la storia dei Nibiruani fosse vera. Potrebbero ancora essere tra di noi? L'uomo è realmente responsabile di ciò che accade sul pianeta, o è piuttosto manipolato e guidato verso scelte lontane dalla sua vera natura?

3. L'Avversario e la Divinità
Perchè Dio onnipotente, onnipresente e onniscente ha permesso a Satana (= Avversario) di dire all'uomo che mangiando della male sarebbe diventato anch'esso Dio?
Come ha fatto il Serpente ad entrare nel Giardino dell'Eden? Chi ce l'ha messo?
Perchè l'avversario ha risvegliato l'uomo alla conoscenza?
Perchè Dio voleva mantenerlo ignorante? (non dandogli da mangiare dell'albero della conoscenza)
Perchè Dio ha messo dei cherubini a difesa dell'albero della vita, poichè l'uomo essendo divenuto come lui non diventi anche immortale?

Genesi 3,22 Il Signore Dio disse allora: «Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!».

Perchè Dio vuole impedire all'uomo di vivere per sempre adesso che possiede la conoscenza? Perchè Dio ha paura? Di cosa?
Chi o cosa è il "Dio della Genesi"?

4. Il Dio Padre Buono è lo stesso che nell'Antico Testamento faceva massacrare tutti i popoli nemici degli Ebrei?
Lo stesso che richiedeva sacrifici umani e permetteva la schiavitù? Lo stesso che fece uccidere tutti i figli primogeniti d'Egitto che non avevano alcuna colpa?
Cosa vuol dire quando dice "Io sono un Dio geloso"... geloso di chi? Altri Dei?
Il fanatismo delle religioni... le guerre sante, lo sterminio di interi popoli, l'inquisizione... fanno parte dei frutti da cui si riconosce un "buon albero"?

5. Esiste una differenza tra il Dio Yahvè e la Fonte Universale di Vita?
Sembra proprio di sì. La Fonte di Vita è per la diversità, la diversificazione, così come la vediamo in natura... non per un solo popolo eletto.
E chi sono tutte le divinità di un tempo? Gli antichi Dei? Era tutta superstizione?
Le persone dotate di poteri psichici erano forse come dei? Per questo i sovrani erano taumaturghi? Avevano una conoscenza particolare?
O forse questi dei erano solo forme pensiero caricate dell'energia di un popolo?
Erano forse tutte eggregore?

E in tutto questo gli alieni centrano qualcosa? Esistono?
Davvero gli extraterrestri ci hanno creati come dice Sitchin?
Sono immortali questi extraterrestri e possiamo diventarlo pure noi, come dice il racconto della Genesi? Esiste una Guerra nei Cieli? Angeli e Demoni o differenti fazioni?

Miti e leggende hanno un fondo di verità? Chi erano i Giganti? Golia era uno di questi Giganti?
Gli angeli caduti... sono quelli che si sono stabiliti sulla Terra?
Per approfondimenti consiglio la lettura del Libro Perduto di Enki di Zecharia Sitchin
Il Libro Perduto del Dio EnkiDa non perdere

venerdì 17 giugno 2011

Alla scoperta dei Sumeri

I Sumeri (abitanti di Šumer, egiziano Sangar, biblico Shinar, nativo ki-en-gir, da ki = terra, en = titolo usualmente tradotto come Signore, gir = colto, civilizzato, quindi "terra dei signori civilizzati") sono la prima popolazione sedentaria al mondo che possa essere considerata "civilizzata".
Il termine Sumero è in realtà il nome dato agli antichi abitanti della Mesopotamia dai loro successori, il popolo semitico degli Accadi. I Sumeri, (o Shumeri da Shumer) infatti, chiamavano se stessi sag-giga, letteralmente "la gente dalla testa nera" e la loro terra Ki-en-gir.

Erano rappresentati da una etnia della Mesopotamia meridionale (odierno Iraq sud-orientale), autoctona o stanziatasi in quella regione dal tempo in cui vi migrò (attorno al 4000 a.C.) fino all'ascesa di Babilonia (attorno al 1500 a.C.).
La loro scrittura cuneiforme sembra aver preceduto ogni altra forma di scrittura e compare attorno alla fine del IV millennio a.C.

La terra di origine dei Sumeri resta ancora oggi sconosciuta, ma di una cosa si è certi, i Sumeri non erano una popolazione di stirpe semitica. Oltre a questo è ben noto che essi non furono né il primo né l'unico popolo ad abitare le terre fra il Tigri e l'Eufrate, ma che presero il posto, o meglio si integrarono, con i complessi culturali di 'Ubaid e di Uruk, gente semita che già abitava queste terre e aveva raggiunto un discreto sviluppo tecnologico e organizzativo.

La Mesopotamia, il territorio dove si sviluppò la cultura sumerica, ha dei confini abbastanza precisi: a nord è separata dall'Anatolia dal massiccio del Tauro che raggiunge i 3500 metri, ad est dalla catena degli Zagros che supera i 5000 metri con il monte Ararat, ad ovest è delimitata da steppe e deserti e, infine, a sud dal golfo Persico.
Quest'ultimo nel corso dei millenni si è ritirato e le rovine di alcune città che prima sorgevano sulla costa, oggi si trovano a diversi chilometri dal mare.

La particolarità di questa regione sono i due fiumi, il Tigri e l'Eufrate, che attraversano tutta l'alluvio mesopotamico, fino a congiungersi alla foce nella zona paludosa dello Shatt-el-Arab, prima di gettarsi nel golfo Persico; anche il corso di questi due fiumi si è modificato nel corso dei millenni, soprattutto l'Eufrate che si è spostato verso occidente.


A partire dal 2900 a.C. i Sumeri erano divisi in varie città-stato indipendenti, che esercitavano il loro potere su un territorio di circa 30 km di diametro e i cui confini erano solitamente definiti da canali. I due edifici più importanti di ogni città erano il tempio, solitamente dedicato ad uno specifico dio, e un "palazzo", sede del potere "statale".

La centralità del tempio è evidente fin dagli esordi della civiltà sumerica (fase di Uruk; ca. 3500 a.C.), essendo inizialmente sia centro religioso che economico ed organizzativo.
In particolare nel tempio, oltre alle cerimonie religiose, venivano raccolte ed amministrare le eccedenze alimentari grazie alla presenza di magazzini, archivi ed ambienti di lavoro.

A partire dal periodo proto-dinastico, il tempio, però, inizia a perdere il suo ruolo centrale per quanto concerne il potere decisionale ed organizzativo a scapito del palazzo, nonostante continui a mantenere le sue funzioni religiose e anche quelle economiche. Questo fu un avvenimento di grande importanza: da una classe dirigente "sacerdotale", tendenzialmente "anonima" in quanto rappresentante del dio e che quindi non necessitava di legittimazione, si passò ad una classe dirigente "laica", che aveva invece la necessità di legittimare e affermare il proprio potere di fronte agli occhi del popolo e agli altri pretendenti al potere.

Le varie città-stato, controllavano un territorio che si estendeva anche al di fuori delle mura, integrando i villaggi circostanti. La popolazione dei villaggi doveva contribuire all'accumulazione degli alimenti cedendo una parte della produzione agricola e fornire mano d'opera (corvée) oltre che militare in caso di bisogno.

Ogni città era governata da una dinastia locale (bala) e i termini usati per indicare il regnante variano da città a città.
Ad esempio il termine en, con significato di "gran sacerdote", è utilizzato ad Uruk, il termine ensi, con significato di "fattore del dio", a Lagash, il termine lugal (letteralmente "uomo grande") con significato di "re", nelle città di Ur e Kish.

Questi termini hanno significati e sfumature diverse che rispecchiano le diverse ideologie alla base del potere. Il termine en evidenzia in modo chiaro che all'inizio il potere era nelle mani del tempio e come questo sia ancora, in alcune città, una forte presenza; il termine ensi sta ad indicare che il dio ha concesso la fiducia a quella specifica dinastia nel governo della città; infine il termine lugal sottolinea la nascita di una regalità "laica", dove il re assume caratteristiche e qualità più umane.

Le prime due titolature sono presenti anche nelle epoche più antiche (fase di Uruk e Gemdet Nasr; ca. 3500-3000 a.C.) mentre il termine lugal appare solo a partire dal periodo proto-dinastico quando, per l'appunto, si assiste alla nascita del "palazzo".

Il termine lugal non deve comunque ingannare: il re resta ancora subordinato al dio ed ogni sua azione è legittimata dal volere divino: senza il consenso della divinità ogni azione è destinata a fallire. La regalità è perciò donata dagli dei e i re sono amministratori di un territorio e una popolazione che comunque appartengono alla divinità.
Il termine lugal, quindi, più che descrivere una regalità laica, che nega o si distacca dalla religione, vuole sottolineare la necessità da parte del "palazzo" di mettere sotto controllo e subordinare il tempio e le sue attività rispetto a quelle del palazzo.

(estratto da wikipedia)

La Preservazione dell'Energia Sessuale

Swami Sivananda era tenuto in grande considerazione da Franz Bardon e pare che tra i due ci siano stati anche scambi epistolari oltre che...