giovedì 15 dicembre 2011

L'Io e il Sè Interiore

Fin dalla sua nascita l'individuo possiede due coscienze indipendenti l'una dall'altra, che vivono in un corpo. Una coscienza è l'Io. Essa consiste in ciò che noi definiamo la personalità inconfondibile di un individuo: la sua mente individuale, le sue non meno individuali emozioni e le risultanti peculiarità, le abitudini, il carattere.

Questo Io è la mente conscia, la mente ordinaria, nata con questo corpo e limitata a questa esperienza di vta. Le informazioni che analizza sono basate sui cinque sensi di base e vengono catalogate ed analizzate prima di essere registrate nella memoria.

L'altra coscienza nel nostro corpo è la "voce interiore dell'anima". Non pensa in modo razionale nè emozionale. è una coscienza intuitiva, totalitaria. Ha una volontà propria, pensieri e obiettivi propri. Non conosce presunzione, sentimenti distruttivi, arroganza e avidità, ambizione e quindi aspirazioni egoiche.

La voce interiore dell'anima è la voce dell'inconscio, quella parte che possiede nascoste grandi capacità e che si muove di incarnazione in incarnazione.

La voce interiore dell'anima è la voce del Sè Superiore, dell'Angelo Guardiano, del Dio in Noi e possiamo sentire questa voce solo abbassando il continuo chiacchiericcio della mente-scimmia che parla parla parla, analizza analizza analizza...

Per approfondimento consiglio la lettura del bellissimo quanto interessante quanto introvabile (a meno di ristampe):
Rivelazioni di un immortale

Il Sè Interiore è la parte inconscia, che è con noi dalla nostra prima incarnazione e collega questa vita con l'eterno... è con noi... siamo noi... da sempre.
Possiamo dire che è il nostro angelo custode.

Nell'inconscio sono registrate tutte le nostre memorie, non solo di questa vita, ma anche delle vite precedenti e dell'esistenza tra diverse incarnazioni. Tutto è qui registrato e nelle condizioni opportune può essere recuperato.

L'inconscio è l'intermediario dell'anima, così come il conscio è l'intermediario del corpo umano attraverso il sistema cerebrospinale.
L'Anima è la nostra vera essenza, la parte divina, fonte suprema di conoscenza e visione a cui nulla è nascosto e non manca in nulla.

venerdì 19 agosto 2011

Il Cerchio Magico

Nella Magia Cerimoniale quando si evoca un'entità bisogna stare all'interno del cerchio magico. Ma perchè?

SIMBOLISMO E FUNZIONI
DEL CERCHIO
Il cerchio rappresenta l'Infinito, la Divinità, l'Universo, il Tutto... infatti è una figura che non ha ha nè inizio nè fine (Io Sono l'Alfa e l'Omega).
 

Disegnare il Cerchio indica la Connessione con il Divino. Questo si verifica quando il mago è in piedi al centro del Cerchio, proprio come Dio è rappresentato al centro dell'Universo. Il mago all'interno del cerchio è quindi la rappresentazione di Dio al centro dell'Universo. La volontà del mago espressa all'interno del cerchio è la volontà divina a cui le entità devono obbedire, per questo è importante il giusto atteggiamento e la vera Connessione con il Sè Superiore. 

Il cerchio in Astrologia rappresenta il Sole e il Sole è la Coscienza, l'Io Cosciente di Sè.
Il Simbolo del Sole, ovvero il cerchio rappresenta la completezza. Il punto all'interno indica il centro di quella potenza che manifesta e irradia tutto lo Zodiaco. Al centro del Cerchio si diviene Sole, si diviene Uomo Cosmico, l'uomo che irradia e da cui proviene tutto l'insieme delle forze archetipali.
Il punto al centro è la fonte di emanazione e il cerchio intorno rappresenta tutto il creato. Così il mago al centro del cerchio è la rappresentazione solare a cui obbediscono le intelligenze delle sfere planetarie. Ed è come se affermasse: "Io sono il Sole"


Il cerchio aiuta a svolgere quindi le funzioni di:
- connessione con il Sè Superiore
- protezione da influenze negative
- evocazione di entità
.


TRACCIATURA DEL CERCHIO
Il cerchio viene tracciato secondo la competenza e l'atteggiamento individuale del mago, spesso seguendo l'inclinazione religiosa dello stesso.

Un mago occidentale può disegnare un cerchio semplice o più cerchi concentrici ad indicare i piani celesti o le gerarchie di spiriti. Inoltre può scrivere nomi o simboli (ad esempio i 72 nomi della Kabbalah) o utilizzare colori specifici secondo le corrispondenze magiche.


Al centro del cerchio può essere disegnato anche un serpente o un drago o un ouroboros, che sta a significare saggezza, forza e potere dell'immaginazione.
Il cerchio può essere disegnato quindi con vernice o colore, con un gesso o con un pennarello su un grosso foglio di carta, oppure con una spada se si traccia all'esterno... anche se l'ideale sarebbe un cerchio ricamato o cucito su un tappeto, tale che possa essere riposto o trasportato comodamente dentro e fuori casa.

Quando si disegna il cerchio bisogna essere nel giusto stato di concentrazione mentale e meditazione. Se già dipinto o cucito è bene seguire il contorno con le dita o con la bacchetta o una spada.
Pertanto è bene meditare e centrarsi, connettersi al proprio Sè Superiore, già prima di tracciare il cerchio.
Il mago deve pensare che non è lui ma il Sè Superiore che sta tracciando il cerchio.

Il cerchio può essere tracciato anche nell'aria per mezzo della spada, della bacchetta, di un dito o con la mano... l'importante è che tutto venga eseguito con il giusto atteggiamento mentale.

Il cerchio può essere disegnato addirittura mentalmente per mezzo dell'immaginazione.

Ricordiamoci sempre che gli strumenti del mago sono un ausilio per la sua mente.
E' bene non lasciare il cerchio durante l'operazione magica in quanto verrebbe a mancare il contatto con il Sè Superiore.

giovedì 18 agosto 2011

Il metodo Coué e l'autosuggestione cosciente

Emile Coué (1857-1926) era un farmacista francese che creò o meglio introdusse un metodo di guarigione e miglioramento personale basato sull'autosuggestione positiva, ovvero la ripetizioni di frasi particolari, di affermazioni positive, tra cui la più famosa è:
"Ogni giorno, da ogni punto di vista, io vado sempre meglio"

Il metodo di Coué è molto semplice e prevede:

- ripetizione di affermazioni positive (Coué riteneva che un'idea che occupa la mente in maniera esclusiva tende a diventare realtà)
- in uno stato ipnotico di rilassamento (l'ideale è lo stato meditativo alfa o theta)
- all'inizio o al termine della giornata (quando il ponte conscio-inconscio è molto più forte, ma è possibile farlo in qualunque momento)

Ricordiamoci alcuni postulati importanti:

1. Un pensiero, buono o cattivo, che abbiamo in mente, è per noi la realtà, e tende a realizzarsi.

Ecco perchè alcuni sono sempre fortunati ed altri sempre sfigati. Noi vediamo solo la manifestazione, ma dalla manifestazione possiamo comprendere cosa c'è nella sua mente.

2. La prima e più potente facoltà dell’uomo è l’immaginazione.

E il mago sa sfruttare il potere dell'I-mago (immagine)

3. Quando c’è una lotta tra l’immaginazione e la volontà è sempre l’immaginazione che vince, senza eccezione.

L'inconscio ha un potere molto maggiore del conscio, perchè ha un'energia molto maggiore... l'inconscio ha sede nel cervelletto o cervello rettile; è l'energia del drago... quel drago che deve essere domato o vinto, come rappresentato in molta iconografia alchemica.

4. Quando volontà e immaginazione sono d’accordo, esse fanno più che sommarsi, si moltiplicano.

Questo avviene quando è la coscienza-volontà a determinare il contenuto dell'immagine, quando è la coscienza che parla all'inconscio nella sua stessa lingua: l'immagine.

5. L’immaginazione può essere guidata.

E questo è un po' ciò che avviene nel Silva Mind Control o in altre metodologie di visualizzazione creativa.

Magia dell'Acqua

L'acqua è una delle componenti principali della vita, la utilizziamo per bere, per preparare i cibi, per lavarci, per il riscaldamento (ad es. nei termosifoni) e dobbiamo imparare ad usarla anche per scopi magici e di trasmutazione alchemica.

L'elemento acqua ha proprietà magnetiche e di registrazione di informazioni come una memoria. Ogni elemento acquoso, quindi non solo l'acqua, ma qualsiasi liquido ha proprietà magnetiche e di ritenzione sia per quanto riguarda i pensieri positivi, sia per quanto riguarda i pensieri negativi. Più l'acqua e fredda e più sono alte le sue capacità magnetiche.
La sua massima capacità magnetica è sviluppata intorno ai 4°C mentre intorno ai 37° la sua capacità magnetica è pressochè neutra.


Ma nell'acqua non c'è solo l'elemento acqua, ci sono tutti gli elementi e fra questi la
Quintessenza, che può essere impregnata a qualsiasi temperatura (quindi anche thè, caffè o cappuccino) ed in qualsiasi sostanza.

Ricordiamo che ogni atto intenzionale è un atto di Magia.

Come possiamo realizzare quindi la magia dell'acqua?



ELIMINARE LA NEGATIVITA'

Ogni volta che ci laviamo il viso o le mani, associamo un'intenzione magica, ad esempio ripulire la nostra anima o eliminare una malattia, lavare via la confusione, la paura o qualsiasi cosa che vorremmo eliminare. L'acqua fredda, abbiamo detto prima, magnetizza molto più rapidamente. Facciamo in modo che tutte le nostre debolezze vengano assorbite e portate via dall'acqua fredda. Ecco perchè in molte tradizioni si consigliano bagni (pensiamo al battesimo impartito da Giovanni Battista nel fiume Giordano) o docce in acqua fredda.

MANIFESTARE DESIDERI

Possiamo utilizzare le caratteristiche dell'acqua per manifestare dei desideri, come abbiamo visto per la Magia della Respirazione e la Magia dell'Alimentazione.
Possiamo impregnare l'acqua di un desiderio e portarlo dentro di noi, quando ci bagnamo con questa acqua. Ad esempio possiamo magnetizzare l'acqua con l'idea di avere una pelle fresca o di ringiovanire.
Oppure si può utilizzare per bagnare gli occhi con l'intenzione di migliorare l'acutezza visiva.
Stesso metodo può essere utilizzato per sviluppare la chiaroveggenza.

lunedì 25 luglio 2011

Kybalion: i 7 principi ermetici

Il seguente è un riassunto estratto dalla lettura e studio del Kybalion, il testo ermetico compilato probabilmente da W.W. Atkinsons.

I suoi precetti trasmessi attraverso i secoli non sono altro che una raccolta di massime incomprensibili alle masse e chiari solo a quegli studiosi cui erano stati spiegati dagli iniziati. Essi costituirono l’arte dell’Alchimia Ermetica che contrariamente a quel che si crede si volge al piano mentale e non a quello materiale, alla trasposizione delle onde mentali in altre specie di vibrazioni e non alla trasmutazione da un metallo ad un altro. Così la famosa leggenda della Pietra filosofale con cui si trasmutano i metalli in oro, non è altro che un’allegoria ben chiara ai veri studiosi di ermetismo.
La mente come i metalli e gli elementi può essere trasmutata, da stato a stato, da grado a grado, da condizione a condizione, da polo a polo, da vibrazione a vibrazione

Sette sono i principi ermetici alla base del Kybalion.

1. Tutto è mente. Se tutto è mente quest’arte deve rendere l’iniziato in grado di controllare sia le condizioni materiali sia quelle mentali. Solo alcuni alchimisti hanno la capacità di dominare situazioni fisiche di grande portata, come il controllo degli elementi della natura, il produrre o far cessare terremoti, tempeste o altri grandi fenomeni fisici. Gli studiosi inferiori di grado sono in grado di operare liberamente sul piano mentale della trasmutazione per quanto riguarda i cosiddetti fenomeni psichici. Per chi conosce questi metodi è possibile cambiare non solo il proprio stato mentale ma anche l’altrui. Allo stesso modo che tutto è nel tutto, il tutto è in tutto. Chi ben afferra questa verità ha in sé un gran sapere.

2. Com’è al di sopra, così è al di sotto e com’è sotto, così è sopra. Tutto è connesso secondo il principio di analogia, sopra e sotto, alto e basso, tutto è parte di un Tutto che agisce secondo le stesse leggi. Così conoscere il basso ci permette di conoscere l’alto, conoscere il piccolo permette di conoscere il grande.

3. Tutto vibra, niente è in quiete. I maestri che compiono miracoli o manifestazioni non fanno altro che mutare le vibrazioni di energia o di materia degli oggetti. Anche gli oggetti che sembrano in quiete o vibrano a velocità elevatissime oppure lentissime.

4. Tutto è duale; per ogni cosa c’è la sua coppia di opposti. Gli opposti sono identici per natura e differiscono solo di grado. Così gli estremi si toccano; tutte le verità non sono che mezze verità e ogni paradosso può essere conciliato. L’arte della polarizzazione finisce con il diventare una fase dell’Alchimia mentale, nota e praticata da maestri antichi e attuali. Rendersi padroni di questo principio significherà per ognuno poter invertire la propria polarità ed anche quella altrui. L’ermetista riesce a trasmutare gli stati mentali entro le linee della polarizzazione il che vale solo per le cose appartenenti alla stessa categoria, la cui polarità è intercambiabile. Un codardo può aumentare le sue vibrazioni mentali e divenire improvvisamente il più intrepido degli uomini; un pigro grazie alla polarizzazione può diventare attivo fino al grado desiderato.

5. Ogni cosa fluisce e rifluisce, ogni cosa ha fasi diverse; tutto s’alza e cade. In ogni cosa è manifesto il principio del pendolo: l’oscillazione di destra è pari a quella di sinistra: tutto si compensa nel ritmo. I metodi d’uso, contro azione e neutralizzazione del principio di polarità e di quello del ritmo formano una delle parti più importanti dell’Alchimia mentale ermetica.

6. Ogni effetto ha la sua causa, ogni causa il suo effetto. Tutto avviene in conformità di una legge; il caso è il nome dato ad una legge che non si conosce; pur se esistono diversi piani di causalità, niente sfugge alla legge. Per ogni nostro atto o pensiero ci sono migliaia di conseguenze, dirette o indirette, tutte facenti parte della grande catena delle cause e degli effetti. Purtroppo la maggior parte degli uomini sono mossi come pedine su di una scacchiera, trascinati dai propri e gli altrui stati d’animo, guidati dall’ambiente, da qualsiasi fattore esterno, obbedendo a forti suggestioni, senza opporre alcuna resistenza o esercitare un minimo di volontà. Poi, una volta compiuta la parte loro assegnata nel gioco della vita, vengono messi da parte. I maestri, invece che sanno come condursi, s’innalzano sul piano della vita materiale, mettendosi in relazione con le potenze superiori, e riuscendo così a dominare tendenze, sentimenti, carattere, polarità e ambiente, muovendo essi stessi il gioco anziché esserne mossi, divenendo causanti invece che effetti. Anche se non possono sfuggire al principio di causalità dei piani più elevati, possono però afferrarne le leggi e servirsene per dominare i piani più bassi.

7. Il genere si manifesta in ogni cosa e su tutti i piani; ogni cosa ha il suo principio maschile e femminile. Attivo e ricettivo, Volontà e Amore, Io – Sono, Essere e Divenire. Ogni azione creativa ha bisogno delle due polarità.

Conclusione: Tutto quello che esiste è mente, un insieme di onde poste in vibrazione di diversa intensità, ogni movimento di onda è determinato dall'incontro di altre onde che si propagano come in uno stagno. Due polarità determinano ogni nuovo impulso causale.

Per approfondimenti si consiglia la lettura del testo completo.

sabato 18 giugno 2011

Il Libro Perduto di Enki

Il Libro Perduto di Enki è un racconto epico di dei e uomini che si svolge parallelamente alla Bibbia e che mette in discussione molte delle nostre certezze sul passato e sul futuro.

Zecharia Sitchin
scrisse differenti testi traducendo tavolette relative all'epoca dei sumeri e scoprì che la mitologia sumera faceva riferimento alla creazione dell'uomo da parte di Enki (abbiamo visto che En = Signore e Ki = Terra).
Enki viene chiamato anche Ea (E = casa A = acqua).
Ea viene rappresentato nell'atto di rovesciare l'acqua e pertanto possiamo paragonarlo alla figura dell'Acquario. L'acqua da sempre è simbolo di energia vitale.
Secondo Sitchin Enki venne dal Cielo (Anu) con i suoi uomini (Anunnaki = Venuti dal Cielo sulla Terra) inizialmente per estrarre l'oro da portare sul pianeta di origine chiamato Nibiru (Pianeta dell'Attraversamento).
Per questo venne creato l'uomo. Per essere un buon operaio, addetto alla fatica nelle miniere terrestri. Attraverso una manipolazione genetica venne innestato DNA dei Nibiruani in quello degli ominidi terrestri.
Ci furono poi vari scontri tra i Nibiruani circa il destino dell'uomo e pare che Enki ne abbia preso le difese, mentre l'altra fazione era interessata solo allo sfruttamento ed al dominio del genere umano.

La Bibbia ebraica ha preso vari spunti dai testi più antichi, tra cui quelli sumeri ed egizi.

1. Dio crea l'uomo a sua immagine e somiglianza.
I Nibiruani migliorano la genetica degli ominidi terrestri tramite l'innesto di loro DNA permettendo un balzo evolutivo notevole. Si tratterebbe quindi di una vera e propria creazione, più che di evoluzione naturale.

2. Dio manda il diluvio per distruggere l'uomo.
I Nibiruani meditano l'annientamento degli uomini quando questi non sono più utili, oppure sono diventati pericolosi. La Bibbia narra il racconto di Noè salvato dalle acque. I sumeri raccontano di Enki che salvò il genere umano.

Ma se la storia dei Nibiruani fosse vera. Potrebbero ancora essere tra di noi? L'uomo è realmente responsabile di ciò che accade sul pianeta, o è piuttosto manipolato e guidato verso scelte lontane dalla sua vera natura?

3. L'Avversario e la Divinità
Perchè Dio onnipotente, onnipresente e onniscente ha permesso a Satana (= Avversario) di dire all'uomo che mangiando della male sarebbe diventato anch'esso Dio?
Come ha fatto il Serpente ad entrare nel Giardino dell'Eden? Chi ce l'ha messo?
Perchè l'avversario ha risvegliato l'uomo alla conoscenza?
Perchè Dio voleva mantenerlo ignorante? (non dandogli da mangiare dell'albero della conoscenza)
Perchè Dio ha messo dei cherubini a difesa dell'albero della vita, poichè l'uomo essendo divenuto come lui non diventi anche immortale?

Genesi 3,22 Il Signore Dio disse allora: «Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!».

Perchè Dio vuole impedire all'uomo di vivere per sempre adesso che possiede la conoscenza? Perchè Dio ha paura? Di cosa?
Chi o cosa è il "Dio della Genesi"?

4. Il Dio Padre Buono è lo stesso che nell'Antico Testamento faceva massacrare tutti i popoli nemici degli Ebrei?
Lo stesso che richiedeva sacrifici umani e permetteva la schiavitù? Lo stesso che fece uccidere tutti i figli primogeniti d'Egitto che non avevano alcuna colpa?
Cosa vuol dire quando dice "Io sono un Dio geloso"... geloso di chi? Altri Dei?
Il fanatismo delle religioni... le guerre sante, lo sterminio di interi popoli, l'inquisizione... fanno parte dei frutti da cui si riconosce un "buon albero"?

5. Esiste una differenza tra il Dio Yahvè e la Fonte Universale di Vita?
Sembra proprio di sì. La Fonte di Vita è per la diversità, la diversificazione, così come la vediamo in natura... non per un solo popolo eletto.
E chi sono tutte le divinità di un tempo? Gli antichi Dei? Era tutta superstizione?
Le persone dotate di poteri psichici erano forse come dei? Per questo i sovrani erano taumaturghi? Avevano una conoscenza particolare?
O forse questi dei erano solo forme pensiero caricate dell'energia di un popolo?
Erano forse tutte eggregore?

E in tutto questo gli alieni centrano qualcosa? Esistono?
Davvero gli extraterrestri ci hanno creati come dice Sitchin?
Sono immortali questi extraterrestri e possiamo diventarlo pure noi, come dice il racconto della Genesi? Esiste una Guerra nei Cieli? Angeli e Demoni o differenti fazioni?

Miti e leggende hanno un fondo di verità? Chi erano i Giganti? Golia era uno di questi Giganti?
Gli angeli caduti... sono quelli che si sono stabiliti sulla Terra?
Per approfondimenti consiglio la lettura del Libro Perduto di Enki di Zecharia Sitchin
Il Libro Perduto del Dio EnkiDa non perdere

venerdì 17 giugno 2011

Alla scoperta dei Sumeri

I Sumeri (abitanti di Šumer, egiziano Sangar, biblico Shinar, nativo ki-en-gir, da ki = terra, en = titolo usualmente tradotto come Signore, gir = colto, civilizzato, quindi "terra dei signori civilizzati") sono la prima popolazione sedentaria al mondo che possa essere considerata "civilizzata".
Il termine Sumero è in realtà il nome dato agli antichi abitanti della Mesopotamia dai loro successori, il popolo semitico degli Accadi. I Sumeri, (o Shumeri da Shumer) infatti, chiamavano se stessi sag-giga, letteralmente "la gente dalla testa nera" e la loro terra Ki-en-gir.

Erano rappresentati da una etnia della Mesopotamia meridionale (odierno Iraq sud-orientale), autoctona o stanziatasi in quella regione dal tempo in cui vi migrò (attorno al 4000 a.C.) fino all'ascesa di Babilonia (attorno al 1500 a.C.).
La loro scrittura cuneiforme sembra aver preceduto ogni altra forma di scrittura e compare attorno alla fine del IV millennio a.C.

La terra di origine dei Sumeri resta ancora oggi sconosciuta, ma di una cosa si è certi, i Sumeri non erano una popolazione di stirpe semitica. Oltre a questo è ben noto che essi non furono né il primo né l'unico popolo ad abitare le terre fra il Tigri e l'Eufrate, ma che presero il posto, o meglio si integrarono, con i complessi culturali di 'Ubaid e di Uruk, gente semita che già abitava queste terre e aveva raggiunto un discreto sviluppo tecnologico e organizzativo.

La Mesopotamia, il territorio dove si sviluppò la cultura sumerica, ha dei confini abbastanza precisi: a nord è separata dall'Anatolia dal massiccio del Tauro che raggiunge i 3500 metri, ad est dalla catena degli Zagros che supera i 5000 metri con il monte Ararat, ad ovest è delimitata da steppe e deserti e, infine, a sud dal golfo Persico.
Quest'ultimo nel corso dei millenni si è ritirato e le rovine di alcune città che prima sorgevano sulla costa, oggi si trovano a diversi chilometri dal mare.

La particolarità di questa regione sono i due fiumi, il Tigri e l'Eufrate, che attraversano tutta l'alluvio mesopotamico, fino a congiungersi alla foce nella zona paludosa dello Shatt-el-Arab, prima di gettarsi nel golfo Persico; anche il corso di questi due fiumi si è modificato nel corso dei millenni, soprattutto l'Eufrate che si è spostato verso occidente.


A partire dal 2900 a.C. i Sumeri erano divisi in varie città-stato indipendenti, che esercitavano il loro potere su un territorio di circa 30 km di diametro e i cui confini erano solitamente definiti da canali. I due edifici più importanti di ogni città erano il tempio, solitamente dedicato ad uno specifico dio, e un "palazzo", sede del potere "statale".

La centralità del tempio è evidente fin dagli esordi della civiltà sumerica (fase di Uruk; ca. 3500 a.C.), essendo inizialmente sia centro religioso che economico ed organizzativo.
In particolare nel tempio, oltre alle cerimonie religiose, venivano raccolte ed amministrare le eccedenze alimentari grazie alla presenza di magazzini, archivi ed ambienti di lavoro.

A partire dal periodo proto-dinastico, il tempio, però, inizia a perdere il suo ruolo centrale per quanto concerne il potere decisionale ed organizzativo a scapito del palazzo, nonostante continui a mantenere le sue funzioni religiose e anche quelle economiche. Questo fu un avvenimento di grande importanza: da una classe dirigente "sacerdotale", tendenzialmente "anonima" in quanto rappresentante del dio e che quindi non necessitava di legittimazione, si passò ad una classe dirigente "laica", che aveva invece la necessità di legittimare e affermare il proprio potere di fronte agli occhi del popolo e agli altri pretendenti al potere.

Le varie città-stato, controllavano un territorio che si estendeva anche al di fuori delle mura, integrando i villaggi circostanti. La popolazione dei villaggi doveva contribuire all'accumulazione degli alimenti cedendo una parte della produzione agricola e fornire mano d'opera (corvée) oltre che militare in caso di bisogno.

Ogni città era governata da una dinastia locale (bala) e i termini usati per indicare il regnante variano da città a città.
Ad esempio il termine en, con significato di "gran sacerdote", è utilizzato ad Uruk, il termine ensi, con significato di "fattore del dio", a Lagash, il termine lugal (letteralmente "uomo grande") con significato di "re", nelle città di Ur e Kish.

Questi termini hanno significati e sfumature diverse che rispecchiano le diverse ideologie alla base del potere. Il termine en evidenzia in modo chiaro che all'inizio il potere era nelle mani del tempio e come questo sia ancora, in alcune città, una forte presenza; il termine ensi sta ad indicare che il dio ha concesso la fiducia a quella specifica dinastia nel governo della città; infine il termine lugal sottolinea la nascita di una regalità "laica", dove il re assume caratteristiche e qualità più umane.

Le prime due titolature sono presenti anche nelle epoche più antiche (fase di Uruk e Gemdet Nasr; ca. 3500-3000 a.C.) mentre il termine lugal appare solo a partire dal periodo proto-dinastico quando, per l'appunto, si assiste alla nascita del "palazzo".

Il termine lugal non deve comunque ingannare: il re resta ancora subordinato al dio ed ogni sua azione è legittimata dal volere divino: senza il consenso della divinità ogni azione è destinata a fallire. La regalità è perciò donata dagli dei e i re sono amministratori di un territorio e una popolazione che comunque appartengono alla divinità.
Il termine lugal, quindi, più che descrivere una regalità laica, che nega o si distacca dalla religione, vuole sottolineare la necessità da parte del "palazzo" di mettere sotto controllo e subordinare il tempio e le sue attività rispetto a quelle del palazzo.

(estratto da wikipedia)

Il Controllo della Propria Mente

L'obiettivo dell'addestramento mentale del primo livello di Iniziazione all'Ermetica è il controllo della propria mente. L...