Il signor Gurdjieff

Gurdjieff morì nel 1949, circa lo stesso anno di Ramana Maharshi.
Egli sintetizzò gli antichi insegnamenti esoterici rendendoli accessibili e applicabili alla vita dei razionalissimi occidentali. I suoi concetti ed i suoi metodi sono ancora disseminati nel lavoro spirituale dell'occidente.

Ogni ricercatore può trovare nel suo insegnamento un tesoro incommensurabile, l'essenza degli insegnamenti di tanti maestri sia a livello spirituale che psicologico. Il suo sistema che spazia dalla psicologia individuale al rapporto tra i piani cosmici è conosciuto come Quarta Via.

Gurdjieff era l'archetipo del Maestro, raggiante di straordinari poteri psichici sviluppati in scuole e monasteri segreti da qualche parte tra il Caucaso e l'Himalaya; brutale disgregatore dell'ego con un umorismo meraviglioso e incredibilmente penetrante.

Egli aveva una capacità di amare pari solo alla sua capacità di esprimere la sua rabbia... maestro di ipnosi, attore e guaritore...
Coloro che lo incontravano avevano spesso idee contrapposte su chi era il personaggio a seconda del suo comportamento intenzionale.
Come molti maestri, Gurdjieff a volte dava l'impressione di essere un ciarlatano o folle, arrogante ed egoista, mentre per altri era l'uomo più illuminato che si potesse incontrare.

La sua energia radiante, il suo enorme campo aurico, attirava le persone con energia positiva, con un'alta spiritualità ed allontanava le persone con energia negativa...
In tal modo Gurdjieff consapevolmente separava le malerbe dal grano buono.

Questo potente maestro, con gli occhi che penetravano il profondo dell'anima era anche un anziano con le tasche piene di caramelle per i bambini.
Lavorava con tutti i metodi a sua disposizione.
A volte diceva di sè "Io sono solo un semplice insegnante di danza"

I suoi concetti principali erano i blocchi energetici, la meccanicità, la subpersonalità, la personalità e l'essenza.

Per Gurdjieff le persone che costituiscono la massa dell'umanità, sono meccaniche e dormono incapaci di cambiare: sono solo automi con un certo bagaglio di ricordi di esperienze precedenti e una certa quantità di energia di riserva.

Tutto ci accade come burattini tirati da fili invisibili.

Un' idea centrale del pensiero di Gurdjieff è che l'individuo non è uno. Non abbiamo permanenti "io", o Ego. Ogni pensiero, sentimento, sensazione, è il desiderio di un "io" o sub-personalità che crede di parlare per tutta la persona.

Eppure nessuno di questi "Io" è collegato e ognuno dipende dal cambiamento delle circostanze esterne. A peggiorare le cose, ci sono spesso impenetrabili difese tra ogni «io» che il lavoro chiama "buffer" o "blocchi energetici" che separano queste sub-personalità mettendole in contrasto una con l'altra.

Gurdjieff affermava che uno degli errori più importanti che facciamo è illuderci della nostra unità.
Ogni nostro pensiero e desiderio agiscono separatamente e indipendentemente da tutti gli altri. Secondo Gurdjieff, siamo fatti di migliaia di Io separati, spesso sconosciuti gli uni agli altri e che a volte si escludono a vicenda, combattendo tra loro.

L'alternanza degli Io è controllata da influenze esterne accidentali. Non vi è nulla in noi in grado di controllare il cambiamento degli Io, principalmente perché non ce ne accorgiamo. Ogni "io" separato si chiama "io" e agisce a nome di tutta la persona. Questo spiega perché così spesso le persone tendono a prendere decisioni e così raramente a realizzarle.

per maggior informazioni: energyenhancement.org

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