Il simbolismo del serpente

Pubblico un articolo di Alina, che lo aveva precedentemente postato in un commento nell'articolo "Il simbolismo del dragone". L'ho solo modificato leggermente, l'originale si trova nei commenti.
Intanto colgo l'occasione per segnalare il suo blog "Frammenti".
Vorrei rimarcare l'importanza del paragone drago-serpente... non sono poi così dissimili... soprattutto il drago orientale... che è un gran serpentone!

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Un detto arabo dice: "Kâna el-insana hayyatan fi-lqidam", cioè "Una volta l'uomo era serpente".
Nelle rappresentazioni artistiche, il serpente nel giardino dell'Eden appare attorcigliato al tronco dell'Albero della Conoscenza.
La mitologia cristiana ci presenta San Giorgio su un cavallo di fuoco che trafigge il drago con una lancia e lo appunta a terra.. Il cavallo di fuoco potrebbe essere il simbolo di Kalki divinità del Sahasrara (ovvero il settimo chakra).
La lancia simbolizza l'irruzione dell'energia kundalini attraverso la colonna vertebrale (la lancia) e la fissazione di quest'energia nel Muladhara, il chakra radice che corrisponde all'elemento terra.
Gheorghios (gr.) significa lavoratore della terra.

Ora tutto questo potrebbe essere riportato nella tradizione induista all'unione di Shiva e Shakti... ma non voglio dilungarmi su questo argomento, almeno per ora.
Nella mitologia greca incontriamo Pitone, un drago-serpente, figlio di Gea, prodotto dal fango dopo il Diluvio Universale. Custodiva l'Oracolo di Delfi. Morì in seguito ad un epico combattimento contro Apollo che, per questo, si impossessò dell'oracolo e diede alla sacerdotessa il nome di "Pizia" (Pitonessa).
Narra la tradizione ebraica nella Bibbia: "Il Signore disse a Mosè: 'Fatti un serpente e mettilo sopra un'asta; chiunque, dopo essere stato morso, lo guarderà resterà in vita'. Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra l'asta. Quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita" (Num 21:8-9).
Il Caduceo usato da Asclepio era rappresentato da un solo serpente attorcigliato al bastone, mentre il logo usato dalle Associazioni mediche internazionali ha preferito quello di Mercurio con due serpenti. Forse per rappresentare la lotta tra malattia e guarigione, tra Yin e Yang, tra la vita, la morte e la rinascita; rinascita vista come fenomeno metafisico od anche psicologico, in cui il rinnovamento comporta l'abbandono della "vecchia pelle", composta di abitudini, pregiudizi e preconcetti. Si potrebbe aggiungere altro... riguardo alla kundalini... ed alle correnti ida e pingala... ma in un altro momento...

Fisiologicamente, rappresenta le correnti vitali che scorrono nel corpo umano.
Per tale ragione Madame Blavatsky chiama l'Albero della Vita il Bastone del Caduceo. Di esso scrive: "I due serpenti sono lo spirito e la materia le cui due teste crescono da un'unica testa, le due code si uniscono sulla terra in una (realtà e illusione)...".
L'asse centrale simbolizza perciò la colonna vertebrale, e i due serpenti che vi si avvolgono alludono all'ascensione dell'energia latente e attorcigliata su se stessa, che si trova alla base della spina dorsale dell'uomo (la kundalini).

5 commenti:

  1. Ma qual'è l'emoticon per arrossire?
    :-P ?
    :ooops ?
    Ti ringrazio, troppo gentile!
    "Ora tutto questo potrebbe essere riportato nella tradizione induista all'unione di Shiva e Shakti... ma non voglio dilungarmi su questo argomento, almeno per ora."
    Aspetto che ti dilunghi.
    Ah,ah!

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  2. La psicologia ammette che il Drago è il simbolo del Sé; nel processo di individuazione, l'Io deve liberarsi dal freno, naturalmente esercitato dal Sé, in modo da poter stabilire un rapporto con l'ego [i.e. l'altro]. Di questo il cristianesimo ne ha fatto, per il Riscatto, la chiave di volta di tutta la sua dottrina ed il Passio Christi permette – nella sua singolarità – di troncare il nodo gordiano del quadratura circuli. È ciò che in psicanalisi si chiama il: “trionfo dell'Io sulle tendenze regressive.... L'eroe... deve rendersi conto che l'ombra esiste e che può estrarre della forza... in altri termini, l'Io può trionfare solamente, nella misura in cui egli abbia dominato prima ed assimilato l'ombra” [Jung, l'uomo ed i suoi simboli, p. 120, Parigi, 1964]

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  3. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  4. L'ho eliminato solo perchè era doppio ;)

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