La donna e il serpente

Abbiamo conosciuto nel capitolo precedente l'identità della donna nel Giardino di Eden, ovvero la parte più sensibile ed intuitiva della nostra mente, l'emisfero destro, la componente Yin del nostro essere, quella più fortemente emozionale... e quindi più soggetta alla ricerca del nuovo, la più irrequieta.
Ma chi è il serpente? Il serpente è l'energia kundalini, il serpente arrotolato alla base della colonna vertebrale, che piano piano deve risalire per aprire ad un nuovo livello i nostri chakra per sviluppare le facoltà dell'Uomo Nuovo.
La donna (irrazionalità, emozione...) vede che la mela è bella, attraente e seducente, l'uomo (razionalità) è titubante, ma poi è convinto dal ragionamento binario (si, no --> la donna non è morta mangiando dall'albero della morte, quindi non fa morire). Ovviamente l'uomo (inteso come componente intellettuale) è più limitato nella sua scelta.


L'albero della morte (o della conoscenza)
Mangiando dall'albero della conoscenza i loro occhi si aprono e vedono il mondo con luce nuova, si accorgono di essere nudi, si accorgono di essere piccoli e insignificanti.
Rappresenta la prima fase del lavoro su di sè. L'uomo si rende conto di non essere un Uomo, ma una macchina sballottata dai suoi pensieri, dalle sue emozioni e dagli eventi della vita.
Poi Dio si arrabbia e mette il serpente ai piedi della donna (alla base della colonna vertebrale) e li caccia da Eden, poichè ora che hanno la conoscenza devono soffrire, ora che si sono staccati dalla piacevole incoscenza in Dio, devono iniziare il loro lungo cammino lontano dalla sicurezza del Giardino di Eden. Ora c'è da sudare e soffrire.

L'albero della vita (o della vita eterna)
Ma Dio dice anche: "Ecco l'uomo è diventato come un Dio che ha la conoscenza di tutto. Ora bisogna proibirgli di raggiungere anche l'albero della vita: non ne mangerà e così non vivrà per sempre" E mette una coppia di cherubini armati di una spada infiammata scintillante a guardia del giardino.
L'albero della vita è la strada che conduce a Dio, il famoso raggio di creazione, su cui deve salire la nostra consapevolezza. Ma per salire lungo il raggio, per arrivare all'albero della vita bisogna passare attraverso i guardiani: i cherubini.
Per passare bisogna essere degni, ora non basta più la sola conoscenza, bisogna anche aver sviluppato la propria anima.

1 commento:

  1. Ottimo post. Concepisco il serpente più come Kundabuffer che come Kundalini... ma ciò non toglie nulla al valore dello scritto.

    Buon Lavoro

    Diego

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