sabato 5 dicembre 2020

Come Scrivere sul Diario di Pratica

Quando scriviamo sul nostro Diario di Pratica deve essere sempre un momento speciale.

Non solo perchè cominciamo a comprendere come funziona tutto il processo alchemico... c'è una mente che osserva ed una mente osservata, formata dai pensieri e dal paesaggio mentale, ci sono le storie che emergono per associazione di pensieri, soprattutto se sono cariche di emozioni e c'è la chiamata all'azione, quell'impulso ad agire per portare a termine le cose che dobbiamo fare.

Ma soprattutto perchè quando scriviamo dobbiamo farlo dallo stato di coscienza più alto possibile, uno stato di presenza, centratura, espansione... lo stesso che proviamo durante le pratiche. Solo in questo modo possiamo accedere agli stessi stati, alle stesse memorie e riportarle accuratamente senza troppe distorsioni.

Attenzione! Questo è molto molto importante, per cui lo ripeto.
Devi mantenere lo stesso stato di coscienza della pratica che hai appena eseguito mentre compili il diario al fine di trascrivere lo stesso livello vibratorio di conoscenza ed informazioni.

Scrivere sul Diario è come meditare con una penna in mano e non dobbiamo scrivere dallo stato del nostro piccolo ego personale, ma dallo stato più elevato possibile, idealmente anche da uno stato non-duale, affinchè le vibrazioni più elevate possano esprimersi attraverso la penna per riaffermare il cammino spirituale di conoscenza ed esperienza.

Ecco che anche la penna diventa uno strumento speciale e pertanto dovrebbe essere una penna utilizzata solo per questa funzione.
Penna e diario (attivo e passivo), sono i due strumenti essenziali per cominciare la pratica. Sono strumenti semplici, non sono appariscenti, ma estremamente potenti se conservati con cura e trattati con "sacralità".

Piano piano si "caricheranno" in modo speciale e il solo utilizzo ci porterà immediatamente nello stato di coscienza più elevato possibile.


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venerdì 4 dicembre 2020

Il Manuale di Alchimia che hai sempre cercato...

Man mano che si sviluppa la pratica cominci a comprendere come funziona la mente e come interagisce con i pensieri, ma anche che cos'è la scala vibrazionale e quindi come far ascendere la coscienza o come manifestare i pensieri nella forma.

Il passaggio da uno stato vibrazionale all'altro è uno dei "segreti" della pratica alchemica. E questi segreti vengono svelati a poco a poco dalla pratica.
Sono cose che vanno sperimentate sulle propria pelle, parlarne o sentirne parlare non ha alcun valore.

Il Diario Personale di Pratica è la mappa per comprendere l'Universo, per conoscere le sue Leggi e giungere ai più alti livelli di coscienza possibili.

Qualunque sia il tuo credo, o la tua religione, anche se sei ateo, se sei un alchimista o uno scienziato dello spirito, il tuo Diario è sacro e va trattato come tale. E' il tuo strumento n. 1.

E' la "profezia che si sta realizzando", giorno per giorno rivela a te ciò che tu veramente sei.
E' il manuale alchemico che hai sempre cercato... e che non hai mai trovato... e quindi ti sei messo tu a scriverlo.

Connettiti alla parte di te che si è già realizzata nel futuro (ben consapevole che il tempo è un'illusione e coesistono allo stesso tempo sia passato che futuro) e lascia che fluiscano le informazioni che ti servono. 

Lascia fluire le sincronicità, le coincidenze, sentiti guidato, ispirato, sentiti come un canale che raccoglie informazioni e le diffonde per il bene dell'umanità, per il bene di quelli che cominciano il loro cammino solo ora. Non è necessario che tu comprenda tutto a livello intellettuale per ora, arriverà il momento anche per quello.

Il Manuale di Alchimia che hai sempre cercato... è ora tra le tue mani.


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giovedì 3 dicembre 2020

Quando un Pensiero tocca la Mente...

Il Pensatore - August Rodin
Grand Palais - Paris

Durante la meditazione succede che siamo presenti a noi stessi, all'oggetto della meditazione ed allo spazio occupato dalla mente quando all'improvviso arriva un pensiero.

Questo pensiero può essere etichettato e rilasciato oppure attira la nostra attenzione, la nostra energia, specialmente se porta con sè una carica emotiva.

E se gli diamo attenzione in un attimo il nostro campo mentale collassa, non percepiamo più lo spazio intorno, ma corpo mentale e pensiero si fondono creando una storia, una successione di pensieri per associazione.

In quel momento è come si aprisse una porta dalla quale entrano treni di pensieri e sensazioni e noi ci perdiamo nel film proiettato nella nostra mente.

E' importante saper riconoscere questo momento, il momento in cui il pensiero "tocca" il corpo mentale e in quel momento va notato, "beccato!" e poi rilasciato, prima che formi una nuova catena associativa.

E se forma una catena associativa? Appena ce ne accorgiamo per un attimo abbiamo un momento "Aha! Beccato!" e ritorniamo alla meditazione. 

Questi momenti di lucidità in cui incrociamo il pensiero diventano progressivamente più numerosi, perchè aiutano i vari livelli della mente a sincronizzarsi fra loro. 


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mercoledì 2 dicembre 2020

L'Annotazione Mentale

La meditazione non è una pratica passiva, non è un rilassamento in cui posso scivolare verso lo stato inconscio. E' proprio l'opposto. E' una pratica attiva e stimola l'espansione della consapevolezza.

Durante la meditazione dobbiamo rimanere vigili ed attivi ed osservare come se prendessimo appunti, con una piccola nota, una piccola etichetta tutto ciò che percepiamo nello spazio mentale.

Come sento lo spazio intorno a me? Quanto è espanso? 

Ci sono forme pensiero? Sono immagini? Suoni? Sensazioni?
Hanno una carica emozionale?

Osservali, fai una piccola annotazione mentale, molto semplice, di una parola. Poi lasciali andare prima che unendosi al corpo mentale cominci a produrre una "storia", una catena associativa di pensieri.

Attenzione. L'annotazione mentale non è pensare.
Pensare porta alla distrazione tramite una continua associazione di pensieri.
L'annotazione mentale invece è attiva ed etichetta lapidariamente ogni forma pensiero, bloccando di fatto la "storia", l'associazione di pensieri.

Come una spada taglia immediatamente il flusso di pensieri sul nascere.

Quindi, quali sono le funzioni dell'annotazione mentale? Perchè si fa questa pratica?

1. mantiene la mente presente, evitando che vaghi per associazione di pensieri
2. migliora la capacità di riconoscimento di ciò che sta accadendo
3. aiuta a riconoscere quali sono i modelli di pensiero ricorrenti
4. dà un compito alla mente pensante
, in modo che eviti di partire per il primo corso di pensieri che trova
5. ci aiuta a disidentificarci dalle emozioni o dai pensieri ricorrenti

Alcuni esempi di etichette:

Percezioni sensoriali:
vedere, sentire, toccare, odore, pensare

Sensazioni fisiche:
caldo, freddo, formicolio, prurito

Attività emozionale
felicità, tristezza, paura, eccitazione

Attività mentale
desiderio, pianificazione, resistenza

E' un po' come se noi vedessimo una forma pensiero e mentalmente le dicessimo ti ho vista, dandole un'etichetta. Nel momento in cui la identifichiamo, la lasciamo andare e lei si dissolve.
Non deve diventare una pratica meccanica e non ci sono etichette giuste o sbagliate. Potrebbero essere etichette molto generali oppure anche un semplice riconoscimento.

L'importante è la presenza attiva del corpo mentale.

Al termine della sessione, si prende il diario e si riportano le forme pensiero osservate. La revisione regolare del diario ci permetterà di capire ancora meglio come è strutturato il nostro spazio mentale.


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martedì 1 dicembre 2020

La Mente è come il Grande Oceano

Cosa succede quando osserviamo la mente?

Quando osserviamo la mente cominciamo a notare che la mente è costituita di parti differenti, con una sostanza mentale differente da quella della coscienza dell'osservatore stesso.
Si comincia quindi a creare una prima separazione, un solve, tra due enti: ciò che osserva ed il paesaggio mentale osservato.

La coscienza ha intorno a sè una sostanza mentale che crea l'identità della persona, che poi viene chiamata anche ego ed altro non è che un'insieme di idee, convinzioni, pensieri, memorie che creano la personalità. E intorno ancora c'è tutto uno spazio mentale che può essere più o meno espanso.

Più la coscienza si eleva verso una vibrazione sempre più alta e più lo spazio mentale si espande e la capacità di osservare aumenta.
Più la coscienza affonda verso una vibrazione sempre più densa e più lo spazio mentale collassa e la capacità di osservare in modo distaccato diminuisce.

In essenza esistono almeno 3 fattori da considerare:
1. la coscienza dell'osservatore
2. il corpo mentale dell'osservatore
3. il piano mentale, la grande Mente

La coscienza è la parte più interna della mente, è la mente che guarda se stessa e guardando se stessa si espande e comincia a diventare consapevole del piano mentale, dei pensieri che lo popolano, del grande vuoto, del silenzio di sottofondo e della turbolenza superficiale.

Quando cominciamo a meditare è come se fossimo sulla superficie dell'oceano e le onde sono come i nostri pensieri, a volte oscillano danzando, altre volte sono più calme, altre volte più impetuose o burrascose, ma se impariamo ad andare più in profondità, scopriremo tutto un altro mondo, un mondo fatto ancora di correnti (in questo caso energetiche), una calma profonda, nuovi spazi e nuove incredibili meraviglie.

Meditare è un po' come imparare a scendere nelle profondità dell'oceano per scoprire che non c'è solo la superficie, che non è tutto lì... che le meraviglie ed i tesori sono al di sotto.

 

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lunedì 30 novembre 2020

La Prima Separazione (Sviluppare la Coscienza)

L'Alchimista
William Fettes Douglas (1853)

Il nucleo fondamentale di ogni percorso di ascesi o di crescita spirituale è lo sviluppo della Coscienza.

Normalmente, siamo totalmente identificati con il nostro corpo, le nostre emozioni ed i nostri pensieri. Ciò che comincia a fare l'Alchimista è la separazione (solve) della Coscienza dal mondo dei fenomeni.

Se cominciamo ad osservare la mente, ed i pensieri, possiamo vedere che questi vanno e vengono, ma non sono la mente, non sono lo spazio mentale. Sono semplici ospiti che come viandanti entrano in una locanda, soggiornano per un tempo più o meno lungo e poi se ne vanno.

Tramite la meditazione ci distacchiamo dal paesaggio della mente ed osserviamo, riconosciamo che non siamo nè i pensieri, nè lo spazio mentale, ma siamo ciò che osserva e cioè la coscienza.

In uno stato di calma, la coscienza comincia a risalire

  • dal piano fisico, rilasciando le tensioni
  • dal pieno emotivo, rilasciando le emozioni
  • dal piano mentale, rilasciando i pensieri
  • fino al piano del puro potenziale, privo di forma.

L'Alchimia permette la trasformazione di questi stati, uno nell'altro, dall'alto verso il basso o dal basso verso l'alto. E la meditazione ci permette di comprendere che cos'è che deve ascendere.
Con ogni sessione si crea maggiore disidentificazione, si crea spazio tra la coscienza ed i pensieri, lo spazio della mente si dilata... ed i pensieri sembrano arrivare sempre più da lontano.

Ogni volta si genera più quiete, più spazio ed una vibrazione più raffinata comincia ad avvolgere la coscienza, si tratta della Quintessenza.

Dopo ogni meditazione, prendi il diario, mantieni uno stato di presenza a te stesso e scrivi qual è stata la tua esperienza, quali pensieri hai osservato, qual era lo stato fisico, emotivo, come hai osservato lo spazio mentale intorno a te, se hai notato fenomeni particolari. Se eri rilassato o se è stata una sessione turbolenta.

Anche le meditazioni più turbolente, piene di pensieri e di emozioni sono comunque un'ottima occasione di purificazione. Non vanno considerate negativamente, ma positivamente poichè questo è il meccanismo con cui avviene la purificazione, fino a raggiungere il livello di calma.


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domenica 29 novembre 2020

Fondamentali della Scienza Segreta

Tutti i libri che leggiamo sulle diverse tradizioni, filosofie o tecniche esoteriche non sono che l'1% di tutto il percorso reale. Tutti i cosiddetti segreti sono nascosti nella pratica e la pratica è il 99% del cammino verso la scoperta di chi siamo e cosa siamo.

Alchimia, Magia, Cabala, Ermetismo, Buddhismo, Taoismo, Yoga... sono tutti basati sulla medesima realtà e diversi autori hanno tracciato mappe di questa realtà secondo le esperienze della pratica. Hanno lasciato tracce e tecniche per navigare su quelle mappe, ma ciò che più è importante è comprendere la realtà ultima con i nostri occhi e la nostra esperienza personale.

Per cominciare dobbiamo sviluppare una mente scientifica, ovvero una mente capace di osservare i fenomeni in modo distaccato.
Secondo l'assunto della Tavola di Ermete, tutto ciò che esiste è vibrazione di una stessa sostanza di base che si manifesta dai livelli più densi ai livelli più raffinati.

La capacità di osservare in modo distaccato ci permette di creare spazio tra la coscienza ed i pensieri e la realtà fisico-vibratoria, pertanto va allenata il prima possibile.
Ogni sessione di pratica accumula energia e ci permette di accedere a nuove informazioni. La presenza mentale, la capacità di osservazione va allenata in ogni momento.

Ed ogni esperienza va riportata su un diario, perché la nostra memoria è traditrice ed abbiamo bisogno di oggettività, di revisionare periodicamente le nostre osservazioni e le nostre scoperte.

Oltre al diario si possono utilizzare lavagne o pannelli in cui riportare informazioni, man mano che la mappa diventa più chiara. Le informazioni vanno riviste, digerite, meditate ed integrate. Si possono utilizzare inoltre strumenti di registrazione audio, note, post-it volanti... tutto ciò che ci può servire per "catturare" idee ed esperienze e portarle alla nostra coscienza.

Poi dobbiamo condividere. Le nostre esperienze e le nostre pratiche, se condivise acquisiscono una nuova luce, più condividiamo ed aiutiamo gli altri e più siamo aiutati con maggiore energia, maggiori informazioni e maggior crescita. Più creiamo situazioni positive e facciamo azioni positive più accumuliamo "punti karma" che ci portano avanti e ci permettono di operare sempre più verso nuovi livelli di esperienza.

Quanto praticare? Tanto, spesso. Almeno due ore al giorno per creare un substrato fertile, uno zoccolo dura, una fondamenta che permetta di crescere rapidamente ed evitare ciò che accade spesso: un passo avanti ed un passo indietro, un passo avanti ed un passo indietro... per ritrovarsi sempre al punto di partenza, demotivati e demoralizzati.

Ci sono tecniche che possono essere integrate nella vita di tutti i giorni, la cosa più importante all'inizio è infatti sviluppare una quantità sufficiente di consapevolezza, di presenza mentale. Pertanto bisogna praticare il più possibile, alternando in modo equilibrato i corpi fisico, astrale e mentale.

Inoltre dobbiamo praticare in armonia con le situazioni, seguire i ritmi dei giorni, delle stagioni e dei luoghi. Ogni momento ed ogni luogo ha le pratiche più adatte, ad esempio la Luna Piena è più adatta alle pratiche energetiche, mentre la Luna Nuova alla meditazione o al rilascio emozionale. Persino ogni segno zodiacale ha le sue "preferenze" ed in un ciclo annuale di vanno a toccare tutti gli aspetti della pratica.



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Come Scrivere sul Diario di Pratica

Quando scriviamo sul nostro Diario di Pratica deve essere sempre un momento speciale. Non solo perchè cominciamo a comprendere come funziona...